venerdì 14 febbraio 2014

Sgarduino!

Sin da quando l'ho scoperto, Arduino ha occupato un posto speciale nel mio cuore. Sarà che mi è stato regalato dalla mia dolce metà oppure che mi piace spendere soldi e tempo per realizzare cose già fatte da qualcun altro quando potrei, ad esempio, comprare un termostato già bello e pronto, sta di fatto che questo piccolo micro-controllore si è guadagnato ben presto la mia stima. E pensare che è anche italiano. Strano a dirsi: una delle poche cose italiane che funzionano. E nessuno lo sa. Quando provo a spiegarlo ai miei amici succedono le cose più strane. Ad esempio, quando dico "oggi ho fatto la birra con Arduino", la maggior parte dei miei interlocutori inizia a guardarmi con sospetto per poi chiedersi "ma poi... chi è 'sto Arduino?".
Eppure è vero. Io faccio la birra con Arduino. Anzi è proprio lui a farla.
Tutto ciò è stato reso possibile da una scheda relè che accende/spegne un fornelletto elettrico allo scopo di mantenere pressoché inalterata la temperatura del mosto durante l'ammostamento dei grani. In pratica, all'avvio del codice che ho scritto per l'occasione, viene impostata una temperatura da usare come "target", la quale viene poi confrontata con quella letta da un sensore posizionato in un pozzetto all'interno della pentola. A seconda dell'esito del confronto, viene acceso o meno il relè e, di conseguenza, il fornello.
Anche se sono ancora lontano dalla perfezione (l'ideale sarebbe sfruttare le librerie PID presenti di default nel corredo software di Arduino), sono convinto che questo sistema mi aiuterà ad avere un controllo più incisivo sul mash, migliorando di fatto la qualità del prodotto finito.
Nei prossimi giorni farò dei test per assicurarmi che tutto funzioni al meglio e pubblicherò i risultati in un video. Nell'attesa, beccatevi la prima parte! 

domenica 22 dicembre 2013

La nuova veste grafica

Questo mese ho deciso di rinnovare la veste grafica del blog e del canale youtube. Sentivo l'esigenza di avere una sorta di "marchio" che mi rappresentasse e che comunicasse senza tanti fronzoli quello che faccio.
Per riuscire in questa impresa, mi sono avvalso dell'inestimabile aiuto di Biagio, grafico di professione ma prima di tutto amico, che è riuscito, attraverso le mie parole, a dare forma al concetto che avevo in testa.
Il poveretto è stato costretto ad ascoltarmi per ore al telefono mentre gli raccontavo il mio punto di vista sulla birra artigianale e le motivazioni che mi spingono a pubblicare articoli e/o video sull'argomento.
Nella produzione brassicola, anche il più piccolo particolare può essere determinante per la buona riuscita della cotta. Un birraio casalingo può trovare conforto nei libri e negli stili ma è solo l'esperienza che gli insegna a "regolare" le quantità dei vari ingredienti per raggiungere il risultato desiderato. Da qui l'idea degli ingranaggi... quasi come se il birraio fosse una sorta di orologiaio alle prese con un vecchio orologio.
Il risultato mi ha subito entusiasmato. Non potevo chiedere di meglio per il mio canale.

p.s. L'intero progetto grafico è consultabile sulla mia pagina Facebook a questo link.
p.p.s. Biagio ha un sito (raggiungibile attraverso questo link). Andate a dare un'occhiata. Ne vale la pena.


martedì 26 novembre 2013

La trasformazione di un casalingo-brassicolificio!

Quando iniziai non avevo la minima idea di quello che mi sarebbe successo nei mesi. Non immaginavo che mi sarei ritrovato a disegnare bozze di impianti, attrezzature, strumenti casalingo-brassicoli sin dalla terza/quarta cotta. Probabilmente, se l'avessi saputo, mi sarei spaventato e non avrei iniziato a produrre birra in casa...
Come tutti i birrai alle prime armi, ho iniziato col classico bruciatore GPL "della nonna"... anche se a me, nello specifico, era della suocera. Forse anche lei (la suocera), se avesse saputo che statisticamente parlo di più con il mosto in fermentazione che con la figlia, mi avrebbe impedito di fare le prime cotte All Grain a casa sua, rendendomi così libero da questa schiavitù della birra artigianale che mi tiene sveglio intere notti (come stanotte del resto) a scrivere ed a riflettere.
Fortunatamente/sfortunatamente tutto questo non è successo e, cotta dopo cotta, ho deciso di costruirmi un impianto personalizzato per rendere più "comoda" la mia esperienza birraia. Dopo decine di disegni, finalmente ho realizzato la struttura portante. 
Questo è solo un primo passo verso il mio impianto (si spera) "definitivo", composto da due pentole, di cui una alimentata a gas e l'altra riscaldata elettricamente da una resistenza ad immersione. 
L'impianto, pilotato in parte da Arduino per quanto riguarda le operazioni di mash, sarà "no-sparge" nel senso che partirò con tutta l'acqua necessaria sin dall'ammostamento, filtrando direttamente nella pentola di boil. Ho deciso di seguire questa strada dopo aver fatto parecchie osservazioni sui vari metodi di produzione e, in particolare, sul mio modo di fare birra. L'ultima cosa che mi resterà da fare, dopo aver ultimato tutto questo, sarà dedicare maggiori attenzioni alla mia ragazza per evitare di alimentare in lei un'avversione immotivata nei confronti dell'amata cervogia casalingo-brassicolamente ottenuta... in fondo, c'è sempre bisogno di qualcuno che lavi i fermentatori.