giovedì 5 giugno 2014

Il mio banco di spillatura

Avere un impianto casalingo dove poter spillare la propria birra è il sogno di un po' tutti gli homebrewers. Realizzarlo però può dimostrarsi molto arduo e oneroso. Nel mio caso, tutto è iniziato dopo aver ricevuto un regalo inaspettato da parte di un amico che aveva un vecchio impianto per la spillatura casalinga di acqua, vino e Coca-Cola. L'impianto era dismesso da tempo ed era stato parcheggiato per anni nel garage. Molti pezzi quindi erano da riparare o sostituire. Non ricordavo di aver faticato così tanto nella ricerca dei vari raccordi dai tempi del primo filtro bazooka e delle famigerate guarnizioni in teflon. Poi c'è da dire che molti gestori che trattano questi articoli non vendono a privati e bisogna fare i salti mortali per trovare qualche buon uomo che ci accontenta.
La prima cosa in assoluto che ho fatto è stata procurarmi un mobile in cui inserire l'impianto. La scelta migliore è stata quella di privare mio padre del suo vecchio mobile per l'acquario (i pesci erano morti da tempo... a che ti serve un mobile per l'acquario se non hai più un acquario?!)
Come si vede nella foto, ho praticato un foro sul top del mobile per inserire la colonna in ottone. Dato che la struttura è pesantissima, ho fatto realizzare dal falegname un vano a scomparsa con delle rotelle per spostarlo più agevolmente, in modo tale da poterlo accostare al muro quando non verrà utilizzato. Sul retro ho realizzato un'apertura per inserire fusti e bombola.
Dopo aver realizzato la struttura e acquistato tubi e raccordi necessari, il passo successivo è stato quello di riparare il vecchio riduttore di pressione e trovare una bombola di CO2. Questa è stata un po' la parte brutta perché ovunque andavo non riuscivo a trovare nessuno che fosse in grado di aiutarmi. Fortunatamente, dopo qualche tentativo, sono riuscito a trovare qualcosa di adattabile in un negozio di articoli per aria compressa. Inoltre, girando un po' su internet e chiedendo consiglio ad amici ristoratori, ho acquistato una bombola di CO2 da 5 kg.  
Poi è arrivato il momento di lucidare la colonna, pulire i rubinetti e collegare tubi e raccordi. Ci ho perso un pomeriggio ma alla fine ne è valsa la pena... :)

Dopo aver collegato tutto e testato con acqua il funzionamento dell'impianto, ho preparato una decina di litri di soluzione sanificante che ho letteralmente "spillato" attraverso i rubinetti, sanificando di conseguenza tutto il circuito. Mi sono ripromesso di ripetere questo procedimento ad ogni cambio fusto (o almeno ogni mese). L'unica pecca dell'impianto che ho realizzato è che non è dotato di un sistema di refrigerazione. Purtroppo ho deciso di non utilizzare il motore che mi è stato regalato perché aveva tre grossi problemi: era vecchio (e quindi il gas refrigerante, non essendo più a norma, non era più reperibile in commercio), aveva una perdita nella vaschetta dell'acqua e il termostato era da sostituire. Questo mi ha convinto a riciclarlo e ad optare per un altro metodo: raffreddare il fusto nella camera di fermentazione qualche giorno prima di collegarlo.
Per ora ho collegato un solo circuito con un fusto di Lager brassata da me per l'occasione. Prossimamente vedrò di rendere operativi tutti e tre i rubinetti! A presto con gli aggiornamenti!

3 commenti:

  1. Buona sera cosa vuol dire mettere a raffreddare nella camera di fermentazione? Ho il solito tuo impianto mi puoi aiutare ?
    Grazie Simone
    Simo.pannocchia@gmail.com

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    1. Ciao, dato che non ho un motore per raffreddare la birra (nel percorso tra fusto e rubinetto) ho deciso di raffreddare tutto il fusto nella camera di fermentazione. Quando è a temperatura lo prendo e lo collego all'impianto. ;)

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  2. Grazie mille per la tua collaborazione ma sono alle prime armi .
    Grazie

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