martedì 26 novembre 2013

La trasformazione di un casalingo-brassicolificio!

Quando iniziai non avevo la minima idea di quello che mi sarebbe successo nei mesi. Non immaginavo che mi sarei ritrovato a disegnare bozze di impianti, attrezzature, strumenti casalingo-brassicoli sin dalla terza/quarta cotta. Probabilmente, se l'avessi saputo, mi sarei spaventato e non avrei iniziato a produrre birra in casa...
Come tutti i birrai alle prime armi, ho iniziato col classico bruciatore GPL "della nonna"... anche se a me, nello specifico, era della suocera. Forse anche lei (la suocera), se avesse saputo che statisticamente parlo di più con il mosto in fermentazione che con la figlia, mi avrebbe impedito di fare le prime cotte All Grain a casa sua, rendendomi così libero da questa schiavitù della birra artigianale che mi tiene sveglio intere notti (come stanotte del resto) a scrivere ed a riflettere.
Fortunatamente/sfortunatamente tutto questo non è successo e, cotta dopo cotta, ho deciso di costruirmi un impianto personalizzato per rendere più "comoda" la mia esperienza birraia. Dopo decine di disegni, finalmente ho realizzato la struttura portante. 
Questo è solo un primo passo verso il mio impianto (si spera) "definitivo", composto da due pentole, di cui una alimentata a gas e l'altra riscaldata elettricamente da una resistenza ad immersione. 
L'impianto, pilotato in parte da Arduino per quanto riguarda le operazioni di mash, sarà "no-sparge" nel senso che partirò con tutta l'acqua necessaria sin dall'ammostamento, filtrando direttamente nella pentola di boil. Ho deciso di seguire questa strada dopo aver fatto parecchie osservazioni sui vari metodi di produzione e, in particolare, sul mio modo di fare birra. L'ultima cosa che mi resterà da fare, dopo aver ultimato tutto questo, sarà dedicare maggiori attenzioni alla mia ragazza per evitare di alimentare in lei un'avversione immotivata nei confronti dell'amata cervogia casalingo-brassicolamente ottenuta... in fondo, c'è sempre bisogno di qualcuno che lavi i fermentatori.