Quando iniziai non avevo la minima idea di quello che mi sarebbe successo nei mesi. Non immaginavo che mi sarei ritrovato a disegnare bozze di impianti, attrezzature, strumenti casalingo-brassicoli sin dalla terza/quarta cotta. Probabilmente, se l'avessi saputo, mi sarei spaventato e non avrei iniziato a produrre birra in casa...
Come tutti i birrai alle prime armi, ho iniziato col classico bruciatore GPL "della nonna"... anche se a me, nello specifico, era della suocera. Forse anche lei (la suocera), se avesse saputo che statisticamente parlo di più con il mosto in fermentazione che con la figlia, mi avrebbe impedito di fare le prime cotte All Grain a casa sua, rendendomi così libero da questa schiavitù della birra artigianale che mi tiene sveglio intere notti (come stanotte del resto) a scrivere ed a riflettere.
Fortunatamente/sfortunatamente tutto questo non è successo e, cotta dopo cotta, ho deciso di costruirmi un impianto personalizzato per rendere più "comoda" la mia esperienza birraia. Dopo decine di disegni, finalmente ho realizzato la struttura portante.
Questo è solo un primo passo verso il mio impianto (si spera) "definitivo", composto da due pentole, di cui una alimentata a gas e l'altra riscaldata elettricamente da una resistenza ad immersione.
L'impianto, pilotato in parte da Arduino per quanto riguarda le operazioni di mash, sarà "no-sparge" nel senso che partirò con tutta l'acqua necessaria sin dall'ammostamento, filtrando direttamente nella pentola di boil. Ho deciso di seguire questa strada dopo aver fatto parecchie osservazioni sui vari metodi di produzione e, in particolare, sul mio modo di fare birra. L'ultima cosa che mi resterà da fare, dopo aver ultimato tutto questo, sarà dedicare maggiori attenzioni alla mia ragazza per evitare di alimentare in lei un'avversione immotivata nei confronti dell'amata cervogia casalingo-brassicolamente ottenuta... in fondo, c'è sempre bisogno di qualcuno che lavi i fermentatori.
La birra non è una semplice bevanda. Basta farsi un giro nella rete per capire che può essere considerata un vero e proprio alimento a causa del suo contenuto vitaminico e, in generale, delle sue proprietà nutritive. Tra tutte le birre, è proprio quella artigianale che, non essendo pastorizzata, mantiene inalterate le proprie caratteristiche organolettiche e apporta, secondo gli studiosi, il maggior apporto nutritivo.
Nonostante ciò, sono anni che si parla dei cosiddetti effetti collaterali della birra artigianale, tant’è che sono state iniziate delle ricerche in merito. Tuttavia, allo stato attuale delle cose, si può parlare solo di semplici supposizioni. Quello che possiamo dire con un certo grado di sicurezza è che la birra non rappresenta un ambiente favorevole alla proliferazione di microorganismi tossici, grazie all’alcool presente al suo interno e al luppolo che è un conservante naturale. Anzi, bere birra ogni giorno, a dosi moderate, riduce i rischi di malattie coronariche, aumenta il colesterolo 'buono' e riduce il rischio di incidenti cardiovascolari. Inoltre, l’effetto diuretico tipico di questa bevanda aiuta la naturale attività dei reni senza alterare l'equilibrio dei liquidi e dei sali minerali presenti nel corpo. Contrariamente a quanto sostenuto da molti, la birra, paragonata ad altre bevande non necessariamente alcoliche, è quella meno calorica.
Ma per smentire in parte tutte quelle voci sugli effetti dannosi della birra, diamo uno sguardo più da vicino ai vari ingredienti che la compongono. La birra è costituita per il 90% di acqua e per il restante 10% di ingredienti naturali, come malto, luppolo e lievito, che apportano un alto contenuto di vitamine B e di sali minerali essenziali. L’acqua usata per l’attività brassicola, subisce un processo di bollitura che la sterilizza e fa sì che il rischio di infezione sia pari a zero. Al luppolo vengono attribuite numerose proprietà ed effetti farmacologici. Si ritiene infatti che sia un potente vasotonico e antisclerotico e non sono noti, allo stato attuale delle ricerche, effetti tossici o dannosi derivanti dalla sua assunzione. Grazie ai polifenoli che lo compongono, il luppolo ha un potente effetto antiossidante e agisce contro i radicali liberi. Secondo uno studio recente, il luppolo fornisce alla birra una alta concentrazione di molecole antitumorali, conosciute col nome di “xantumolo”. Non sono noti effetti tossici anche per quanto riguarda il lievito che, fornendo un alto apporto di vitamine, viene usato in medicina per curare svariati problemi legati alle ipovitaminosi.
Il malto, una volta ammostato, si trasforma in catene di zuccheri più o meno complessi, i quali sono fondamentali nella nostra alimentazione. Ovviamente, il discorso si complica un tantino se chi li assume soffre di obesità oppure di diabete. In quel caso, gli zuccheri in eccesso vengono trasformati in grassi e possono rappresentare un pericolo. Sono inoltre riscontrabili problemi con i soggetti intolleranti al glutine.
Ad ogni modo, ultimamente stanno nascendo prodotti completamente gluten free con materie prime alternative ma organoletticamente parlando quasi equipollenti agli ingredienti classici.
Parte degli zuccheri presenti nel mosto vengono digeriti dai lieviti per formare alcool. Questo viene immediatamente utilizzato dall’organismo per produrre energia e calore ma quando non viene utilizzato va a depositarsi sotto forma di acidi grassi nel tessuto adiposo.
L’alcool, secondo l’organizzazione mondiale della sanità, è anche la prima causa di tossicodipendenza e il suo eccesso può portare all’insorgere di patologie gastro-intestinali nonché cardiovascolari.
Come abbiamo in passato sottolineato, a noi piace immaginare ad un ennesimo ingrediente necessario alla produzione di una buona birra artigianale: il Buonsenso. La birra infatti, assunta con moderazione e raziocinio è la bevanda migliore del mondo. L'importante è non cedere agli eccessi. Se la fate in casa, fate bene attenzione a tutti gli step del procedimento produttivo e abbiate molta cura per la pulizia di tutto ciò che va in contatto col mosto. Se invece siete appassionati bevitori, ricordate che è molto meglio sorseggiare una buona birra con la giusta compagnia piuttosto che svariati ettolitri senza intelligenza!
Finalmente, dopo mesi di pausa, si ritorna a birrificare e... a fare video! Stamattina io e il buon Salvatore BrewingFriends abbiamo pubblicato il terzo episodio della FAQ Birraia. Stavolta si parla di priming e di tutto ciò che ha a che fare con l'effervescenza della birra. Buona visione!